Powered By Blogger

Archivio blog


Benvenuti in PARLIAMO DI SALUTE

Vogliamo informare per orientare nel campo della salute e del benessere della persona. Ponete domande,vi daremo risposte attraverso l'esperienza degli esperti.



Leggete i nostri articoli per entrare e conoscere le ultime novità internazionali che riguardano i progressi della medicina.



Sarà affrontato anche il campo delle medicine alternative e della psicoanalisi.



Pubblicheremo inoltre interessanti articoli di storia della medicina.

30 ago 2010


  • e si aprono nuovi interrogativi per le trasfusioni di sangue

    Stanchezza cronica: nuovi dati
    a favore dell'ipotesi virale

    Una ricerca dimostra un legame con i retrovirus.
    E intanto i pazienti si curano con farmaci anti-Aids

    e si aprono nuovi interrogativi per le trasfusioni di sangue

    Stanchezza cronica: nuovi dati
    a favore dell'ipotesi virale

    Una ricerca dimostra un legame con i retrovirus.
    E intanto i pazienti si curano con farmaci anti-Aids

     

    MILANO - Da tempo si sospetta un legame fra stanchezza cronica e virus, ma dimostrarlo non è per niente facile. La primavera scorsa la rivista Science ha pubblicato una ricerca che metteva in relazione la sindrome con un tipo di retrovirus chiamati XMRV (virus a loro volta correlati alla leucemia murina), ma altri quattro studi non lo avevano confermato. Adesso una nuova indagine dimostra una correlazione fra malattia e altri retrovirus della stessa classe, chiamati MRV.

    LO STUDIO - Più nel dettaglio, i ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston, dei National Institutes of Health e della Fda, l’ente per il controllo dei farmaci, hanno trovato sequenze genetiche di MRV nel sangue di 32 pazienti, affetti dalla sindrome, sui 37 analizzati e solo in tre su 44 soggetti sani. Non hanno invece evidenziato tracce di XMRV. «Questa classe di retrovirus – ha subito commentato Leonard Jason della De Paul University di Chicago, un esperto della malattia – sta per diventare un pezzo importante del puzzle». Puzzle appunto. Perché la sindrome da stanchezza cronica è una condizione di cui non si conoscono le cause e che non trova riscontri in test diagnostici, nonostante i pazienti presentino segni di anomalie immunologiche, neurologiche e endocrinologiche.

    BLOG DI MALATI - La sindrome, così come è stata definita dai Centers for Diseases Control di Atlanta nel 1994, è caratterizzata da stanchezza (che dura da più di sei mesi e non è alleviata dal riposo) associata a quattro o più sintomi fra i quali: disturbi della memoria, dolori muscolari, mal di testa, sonno non ristoratore, dolore ai linfonodi, faringite. È una patologia che può essere molto debilitante e non ha ancora trovato una cura. Ecco perché si stanno studiando le cause, ecco perché si sono creati reti di pazienti, soprattutto negli Stati Uniti, che dialogano online e premono sul mondo scientifico perché finalmente la smetta di considerare questa malattia come psicosomatica o semplicemente legata allo stress, nonostante ci siano molte evidenze che a scatenarla è spesso una malattia virale acuta. Trovare una causa significherebbe anche studiare nuove cure. E il coinvolgimento dei retrovirus potrebbe far ipotizzare terapie anti-retrovirali, tipo quelle usate per combattere l’Hiv, il virus dell’Aids. Almeno tre farmaci di questo tipo hanno rivelato di essere attivi anche contro gli XMRV in laboratorio.

    FARMACI OFF-LABEL - Alcuni pazienti sono già in terapia con farmaci anti-Hiv prescritti off-label dai medici, al di fuori cioè dalle indicazioni per cui sono autorizzati dalle autorità sanitarie. E ne parlano in rete, come Jamie Deckoff-Jones, medico lui stesso che sul tema tiene un blog molto popolare negli Usa. I medici, compreso il coordinatore della ricerca appena pubblicata su Pnas, ribadiscono: «Non c’è prova definitiva che i retrovirus possano determina la sindrome da stanchezza cronica: l’ infezione potrebbe essere la conseguenza di un sistema immunitario alterato».

    ALLARME TRASFUSIONI - Il fatto che in alcuni pazienti i retrovirus vengano identificati e in altri no, potrebbe dipendere da differenti metodi di analisi ed è per questo che le ricerche vanno approfondite. Questi nuovi dati, però, mettono in luce un nuovo problema: se nel sangue dei pazienti si possono isolare virus correlati alla leucemia murina, è bene escluderli dalla donazione di sangue.

    Adriana Bazzi
    abazzi@corriere.it
    24 agosto 2010
    (ultima modifica: 26 agosto 2010

Nessun commento:

Posta un commento