Powered By Blogger

Archivio blog


Benvenuti in PARLIAMO DI SALUTE

Vogliamo informare per orientare nel campo della salute e del benessere della persona. Ponete domande,vi daremo risposte attraverso l'esperienza degli esperti.



Leggete i nostri articoli per entrare e conoscere le ultime novità internazionali che riguardano i progressi della medicina.



Sarà affrontato anche il campo delle medicine alternative e della psicoanalisi.



Pubblicheremo inoltre interessanti articoli di storia della medicina.

3 mar 2011



cinquemila persone colpite ogni anno in Italia

TUMORE DELL’OVAIO: IL PROBLEMA E’ L’IGNORANZA
30 donne su 100 non sanno la differenza con quello dell’utero. Solo l’11% sa che la diagnosi si fa con l’ecografia vaginale e controlli costanti. Nuove cure con i farmaci anti-angiogenici

MILANO - Cinquemila donne italiane sono colpite ogni anno da tumore maligno dell’ovaio. Purtroppo, ben tremila lo sanno quando ormai è troppo tardi e le percentuali di guarigione si dimostrano minime. I disturbi sono infatti modesti e confondibili con altre situazioni, per cui si perde tempo prezioso.
Oltre a questo, c’è anche un problema d’informazione. Come è emerso dall’incontro promosso a Milano dall’ Osservatorio Nazionale O.N.Da e da Roche, ben l’87% delle donne intervistate non ha mai parlato del problema con il medico curante o lo specialista, il 70% non ne conosce i disturbi e solo l’11% sa che l’ecografia vaginale e la visita ginecologica sono elementi fondamentali per la diagnosi.
L’anello debole – è scaturito dalle relazioni – è la comparsa di sintomi di livello modesto,che possono ritardare il sospetto ed il percorso diagnostico. Vengono riferiti gonfiore addominale,trafitte al basso ventre,aerofagia,alterazione dell’attività intestinale con alternarsi di stitichezza e diarrea, necessità di urinare sovente,sensazione fastidiosa di sazietà anche a digiuno ed assieme affanno e gonfiore al collo. Purtroppo,si è stigmatizzato, frequenti appaiono le recidive della malattia. Ecco perché l’atto chirurgico precoce può facilitare l’asportazione totale della massa.
Rimane comunque un problema di educazione sanitaria. Il trenta per cento delle intervistate ha purtroppo riferito di non conoscere la differenza fra tumore a carico dell’utero e quello dell’ovaio. Per il primo,infatti, esiste in campo nazionale una rete di controlli (pap – test) in grado di monitorare,pur entro certi limiti,l’andamento dello stato di salute. Le Regioni, attraverso l’attività delle Aziende Sanitarie Locali, hanno istituito appositi registri sanitari con valutazioni periodiche. Per l’ovaio,invece, sussistono oggettive difficoltà diagnostiche, sia cliniche che strumentali e dunque la strada si fa tutta in salita.
Incidenza – E’ maggiore nei Paesi industrializzati. Una causa indiretta può essere rappresentata dall’assunzione dei grassi con l’alimentazione, ma l’assenza di gravidanze, l’infertilità, gestazioni tardive e ritardata menopausa aumentano il rischio, che può diminuire – invece - con l’assunzione di contraccettivi orali.
Origine e diffusione - Per il 5% della casistica è legato a motivazioni genetiche. Si diffonde per estensione diretta oppure mediante l’ impianto di cellule tumorali nel peritoneo oppure per via linfatica e,attraverso il sangue,seppur più raramente, al fegato ed ai polmoni.
Ovaio ingrandito e tumore – La probabilità che un ovaio ingrandito diventi poi sede di un cancro,è direttamente proporzionale all’età della paziente. In pratica, per una donna in post – menopausa con massa pelvica complessa, utile è l’esecuzione del livello di CA 125, la glicoproteina che,nell’80% dei casi, è in grado di evidenziare –se elevata – la presenza di un tumore. Meno indicativo il test si dimostra nelle pazienti in pre –menopausa.
Sopravvivenza – La sopravvivenza media delle persone colpite, a cinque anni di distanza dalla diagnosi, s’ aggira fra il cinque ed il quaranta per cento.
Chirurgia,chemioterapia post – operatoria e farmaci biologici
sono oggi le armi disponibili. Tuttavia, come ha riferito Maurizio de Cicco, amministratore delegato di Roche,sono allo studio diverse molecole biologiche verso le forme in fase avanzata, fra cui i farmaci angiogenetici che stanno ottenendo concreti successi. Sono sostanze che agiscono bloccando la formazione dei nuovi vasi che portano sangue ed ossigeno al tumore. Ci auguriamo una loro rapida approvazione da parte delle autorità competenti.

GIAN UGO BERTI

(riproduzione vietata)

Nessun commento:

Posta un commento