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3 mar 2011



Da disturbo stagionale a spia di gravi malattie
C’E’ TOSSE E TOSSE:SONO ALMENO TRE E DIVERSE
Il punto su un sintomo assai comune, nell’esperienza dell’Unità Operativa di Pneumologia all’Università di Pavia


PAVIA - Quanti tipi di tosse conoscete? Ve lo diciamo noi: almeno tre, una “buona”, un’altra “meno buona” ed infine la “buona e cattiva”. In sostanza ce n’è per tutti gusti e quindi occorre fare la massima attenzione. E’ il pensiero dell’Unità Operativa di Pneumologia Riabilitativa presso l’Istituto Scientifico di Pavia dell’IRCCS Fondazione “Maugeri”.
La prima rappresenta una reazione positiva ed utile che l’organismo mette in atto nell’espulsione di materiale estraneo entrato accidentalmente nelle vie aeree superiori, ad esempio quando un sorso d’acqua vada di traverso od un piccolo boccone di pane non prenda la via giusta.
L’altra, che di solito si presenta in concomitanza di un raffreddore od una bronchite ovvero cause ben chiare, è un fenomeno in prevalenza a carattere stagionale e destinato solitamente a risolversi in poco tempo. Quando però s’evidenzia una tosse di nuova insorgenza o che rappresenti il peggioramento di condizioni preesistenti, è bene ascoltare ancor più il parere del medico di fiducia.
Da parte del paziente,inoltre, è importante segnalare eventuali problematiche di tipo allergico o lavorativo al fine di poter meglio valutare il da farsi sul piano diagnostico e terapeutico.
Se, al contrario, non sussistano cause ben chiare od identificabili e magari con sintomi nuovi come affanno, presenza di sangue nell’espettorato, febbre e dolore toracico – si aggiunge -
può trattarsi di un pericoloso campanello d’allarme per qualcosa di più grave.
Qui, gli esami utili a livello orientativo sono quelli radiologici d’immagine come la radiografia e la TAC , strumentali, dalla spirometria, alla broncoscopia,alla gastroscopia oppure chimico – clinici quali sangue ed espettorato.
In conclusione, la tosse può rappresentare un naturale meccanismo protettivo delle vie respiratorie od un fastidioso disturbo invernale, ma se accompagnata da altri sintomi importanti, deve essere considerata spia di situazioni cliniche maggiormente complesse e gravi.

GIAN UGO BERTI
(riproduzione vietata)

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