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15 lug 2010


SANGUE ARTIFICIALE:SPERANZE ANCORA LONTANE

Il parere di Pier Mannuccio Mannucci, a margine del 39° Convegno della SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia), a Milano

MILANO – Disporre di sangue artificiale per superare il problema della donazione ( oltre due milioni quelle effettuate ogni anno in Italia) è per il momento tecnicamente impossibile. In pratica, non esiste alcuna possibilità di sostituire il sangue con mezzi artificiali. "Certamente affermare che al momento non esiste alcuna possibilità di sostituire il sangue con mezzi artificiali crea delusione tra medici e malati. In ogni caso i globuli rossi possono essere sì prodotti dalle cellule staminali ottenibili dal cordone ombelicale, ma dobbiamo fondamentalmente considerare il fattore costo: se un'unità di sangue da donatore contiene 2000 miliardi di globuli rossi, per produrli con le tecniche odierne, occorrerebbe un'area pari a due campi da tennis; la spesa appunto – ha precisato Pier Mannuccio Mannucci, ematologo e Ordinario di Medicina Interna all'Università di Milano - delle sostanze necessarie a far crescere le cellule si aggirerebbe sui 6000 euro, mentre un'unità di sangue costa all'ospedale 150 euro! E' possibile – ha detto il professore - che i costi possano anche abbassarsi con l'affinamento delle tecniche, ma al momento la produzione su larga scala di globuli rossi in laboratorio non può oggi raggiungere le quantità utili alle necessità trasfusionali".



È da tenere presente che i maggiori finanziamenti nei confronti della ricerca del sangue "artificiale" – ha aggiunto al 39° congresso della Società di Medicina Trasfusionale ed Immunoematologia - giungono dai fondi della difesa militare: la US Defence Advanced Research Program Agency (USDARPA) è molto interessata allo sviluppo della ricerca di sangue artificiale onde averne la disponibilità in grande quantità sia in ambito bellico sia in situazione di catastrofe legata ad atti terroristici.



"Se parliamo invece di sostanze chimiche che possano trasportare l'emoglobina ai tessuti, siamo ancora in alto mare e quindi dobbiamo ribadire che a tutt'oggi la donazione di sangue è l'unico modo per raccoglierlo, elaborarlo e utilizzarlo per scopi clinici. Come è stato ricordato in questo Convegno SIMTI, l'Italia fa fronte alla richiesta di sangue in modo soddisfacente, anche se occorre sempre mantenere il "flusso" di donazioni in modo costante. Se il sangue artificiale è ancora molto lontano nel tempo, occorre sempre più razionalizzare il suo uso – ha quindi concluso Mannucci - e allo scopo esiste il Direttorato per la Qualità in Sanità dell'Unione Europea che si è riunito nell'anno 2009 con lo scopo di aggiornare le raccomandazioni sull'uso ottimale delle trasfusioni".

 
 

GIAN UGO BERTI


 

(riproduzione vietata)

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