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1 lug 2010



 

ULCERE DELLA PELLE:MALATTIA DI SERIE B


 

Critiche alla mancanza di un Osservatorio nazionale per omogeneizzare gli interventi. Presentato il Congresso AIUC a Catania. 2 milioni gli italiani colpiti.


 


 

ROMA - Sono circa due milioni gli italiani che soffriranno per lesioni croniche della pelle nel corso della vita. Nella metà dei casi saranno invalidanti:ulcere vascolari,diabetiche e neuropatiche,da pressione,traumatiche e da ustione,su base tumorale e vasculitica. La prevalenza coinvoleìge gli arti inferiori (1% della popolazione totale,3,6% dopo i 65 anni).


 

Nel caso del piede diabetico, l'incidenza delle ulcere riguarda il 15% dei pazienti affetti da diabete (oltre 300 mila persone). Di queste, almeno 50 mila andranno incontro all'amputazione dell'arto. Le ulcere da pressione o da decubito ( nei malati costretti a lunghe degenze a letto) affliggono,invece,l'8% dei pazienti ospedalizzati ( sei milioni in Italia la cifra dei ricoveri annui complessivi),il 15 -25% degli anziani ricoverati nelle strutture di lungodegenza o nelle case di riposo. I più colpiti sono ovviamente questi ultimi: il 75% dei casi negli ultra settantenni,ma si segnala invece che l'1-2% sono bambini,in pratica 20-40 mila unità.


 

Nell'ambito della presentazione del congresso nazionale dell'AIUC,l'Associazione Italiana Ulcere Cutanee (Catania,15-18 settembre), si è fatto a Roma il punto della situazione,stigmatizzando in particolare la mancanza di un Osservatorio epidemiologico nazionale,allo scopo di censire le realtà locali ed omogeneizzare dunque gli interventi medici,sociali,organizzativi. La spesa globale oggi,di un miliardo di euro l'anno,è infatti puramente indicativa.


 

Secondo Francesco Petrella,coordinatore nazionale Ulcerdays, circa il 12% è seguito in ospedale,il 35% nelle Residenze Sanitarie Assistenziali,il 17% nelle Case protette. Ma la parte più cospicua, il 36%, è a carico della famiglia con il supporto dell'ADI (Assistenza Domiciliare Integrata). Nel complesso, l'ulcera cutanea rappresenta la prestazione sanitaria più costosa in assoluto.


 

In tema di prevenzione,ecco il decalogo per "Una vita senza piaghe":


 

Alimentazione – La malnutrizione contribuisce ad elevare il rischio di una loro insorgenza. Consigliarsi col medico di fiducia circa l'alimentazione più corretta. Dieta comunque ricca di proteine (carne,pesce uova,formaggio), fibre e frutta,controllando la giusta quantità di liquidi ingeriti.


 

Igiene e protezione della cute – Pelle da tenere pulita e proteggerla dagli agenti atmosferici. Lavare con acqua tiepida,giornalmente,usare apposite creme per ripristinare la pellicola che la protegge dalla disidratazione e dall'attacco esterno di microbi. Evitare prolungate esposizioni solari.


 

Movimento – Buon tono muscolare per favorire circolazione vascolare e stato di benessere. Camminare,ginnastica dolce. Non stare fermi a lungo. Sollevarsi,se possibile,sulla punta dei piedi 20 volte l'ora.


 

Compagnia – La solitudine,il lasciarsi andare, favorendo la situazione di cronicità, può arrestare il progetto di riparazione.


 

Prevenzione – Tutto, come sopra. Inoltre, è bene recarsi dal medico se dopo sette giorni la ferita risultasse ancora aperta. Richiedere il consulto specialistico se la situazione superasse le 4 settimane. Evitare scelte di automedicazione.


 

I presidi preventivi – Cuscino antidecubito nella posizione seduta prolungata,materasso antidecubito per il paziente allettato. Calze elastiche durante il giorno davanti a varici con pelle secca,scura e sottile. Scarpe apposite su misura per danno diabetico ai nervi del piede.


 

Diagnostica – Identificare la malattia di base che spesso provoca la comparsa dell'ulcera


 

Rimozione cause e cura – Esistono medicazioni in grado di ridurre il dolore,il rischio d'infezioni e favorire una vita sociale,spesso invece negata.


 

Accessibilità ai materiali – E' necessaria una legge che venga incontro alle specifiche esigenze di questa popolazione,spesso anziana ( le lesioni possono essere non di rado causa di morte).


 


Percorsi d'assistenza – Occorrono percorsi chiari, con certi protocolli condivisi e su linee guida uniformi per il trattamento. Se esistesse la famiglia in grado di assistere il malato, la si deve informare e fornire degli strumenti necessari.


 


 


 

GIAN UGO BERTI


 


 

(riproduzione vietata)

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