Powered By Blogger

Archivio blog


Benvenuti in PARLIAMO DI SALUTE

Vogliamo informare per orientare nel campo della salute e del benessere della persona. Ponete domande,vi daremo risposte attraverso l'esperienza degli esperti.



Leggete i nostri articoli per entrare e conoscere le ultime novità internazionali che riguardano i progressi della medicina.



Sarà affrontato anche il campo delle medicine alternative e della psicoanalisi.



Pubblicheremo inoltre interessanti articoli di storia della medicina.

27 nov 2010




AFFANNO E TOSSE NON DIPENDONO DAL CUORE
Troppo spesso è prescritto un elettrocardiogramma,invece di una spirometria. La causa della bronchite cronica ostruttiva è il fumo. Un nuovo e rapido broncodilatatore,indacaterolo


MILANO – Strano, ma vero, davanti a disturbi come affanno e tosse viene più spesso prescritto un elettrocardiogramma piuttosto che una spirometria ( esame per verificare la funzionalità respiratoria). Il dato emerge da un’indagine Eurisko. Fra oltre mille intervistati, l’86% si è infatti visto prescrivere un ECG, mentre il 38% la spirometria). In media – si aggiunge – nel 70-80% dei casi i pazienti non ricevono una diagnosi a causa di una sottovalutazione dei sintomi.
In Italia, la BPCO ( bronchite cronica ostruttiva) colpisce fra l’8 ed il 12% della popolazione ed insorge generalmente dopo i 45 anni. C’è poi un 7% di popolazione oltre i 40 anni cui non viene diagnostica la malattia.
Fra le causa, soprattutto il fumo, attivo e passivo, legato a cosa, quanto e come si fuma, l’inquinamento ambientale. Conseguenza, distruzione del tessuto polmonare. Esiste comunque una suscettibilità individuale ovvero una predisposizione familiare agli agenti esterni. In definitiva, però il pericolo è il ritardo con cui i pazienti si sottopongono ai necessari accertamenti.
Novità in tema di farmaci, ci sono. Una svolta nella terapia, di recente introduzione, è indacaterolo, con una sola somministrazione giornaliera, insorgenza d’azione in soli cinque minuti e bronco dilatazione prolungata per 24 ore. Lo hanno detto Francesco Blasi dell’Università di Milano ed Andrea Rossi, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, in un incontro promosso da Novartis.
Sul piano della tutela della salute, ha precisato Fausta Franchi,dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus – l’identificazione della malattia in stadio avanzato incide negativamente sulla qualità di vita dei pazienti che,molto spesso, anche se nel pieno della loro esistenza, si trovano in una condizione d’invalidità ed a rischio di mortalità precoce.
Per comprendere le difficoltà di tali pazienti – è emerso dall’incontro stampa – occorre rendersi conto di come respira una persona on BPCO. Provate a buttare fuori l’aria dai polmoni, ma interrompete a metà questa manovra e rifate una inspirazione. Momento dopo momento dovrete di necessità far leva sulla muscolatura del torace per espellere l’aria che sta gonfiando progressivamente i vostri polmoni. Provare per credere.
GIAN UGO BERTI
(riproduzione vietata)

Nessun commento:

Posta un commento