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4 nov 2010



EPILESSIA ED INFIAMMAZIONE DEL CERVELLO: IPOTESI PROBABILE
Lo sostengono l’istituto neurologico “Besta” e farmacologico “Mario Negri”

MILANO – Prende corpo,in tema di cura dell’ epilessia,l’ipotesi di un’infiammazione del cervello. La conseguenza è una perdita di liquidi da parte dei vasi sanguigni e l’impossibilità del farmaco di giungere a contatto con la cellula,vanificando l’ effetto della cura. Questo potrebbe essere la spiegazione del perché un terzo dei pazienti ( 500 mila in Italia per una malattia legata ad alterata attività elettrica cerebrale)non risponde alle terapie.
E’ quanto emerso a Milano, in un convegno promosso dalla Fondazione Istituto “Besta” e dall’Istituto Farmacologico “Mario Negri”. Studi su modelli sperimentali hanno permesso di determinare che la ricorrenza delle crisi è associata ad alterazioni nella funzione dei microvasi sanguigni cerebrali, in grado di rendere vulnerabile il cervello all’entrata di sostanze circolanti nel sangue, che dovrebbe essere escluse. In tal modo si determinerebbero meccanismi di eccitabilità neuronale che contribuiscono alla nascita delle crisi convulsive.
In associazione alle alterazioni vascolari,si è detto,si sono evidenziati processi infiammatori, causa della loro alterata permeabilità a livello di parete, la cosidetta barriera ematoencefalica. Queste modificazioni patologiche avvengono in concomitanza con cambiamenti nella funzione di proteine di trasporto dei farmaci antiepilettici.
Potrebbe quindi esserci – si è concluso – uno stretto rapporto di causa –effetto tra i processi infiammatori nel cervello,un’alterata funzione della barriera ematoencefalica ed un aumentato allontanamento dei farmaci antiepilettici dal tessuto cerebrale, quindi una diminuita efficacia terapeutica.

GIAN UGO BERTI

(riproduzione vietata)

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