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13 nov 2010





MAL DI SCHIENA: NON E’ SEMPRE UGUALE
Se dura a lungo,anche la notte può essere una malattia reumatica. Nuovi farmaci

ROMA – E’ uno strano mal di schiena, a volte,a far sospettare di una malattia reumatica,dall’artrite reumatoide,alla spondilite anchilosante,all’artrite psoriasica. Tal’ora,infatti, è legato all’artrosi oppure ad una sofferenza del disco intervertebrale, quindi meccanico,compare all’improvviso, diminuisce col riposo e dura qualche giorno. Il secondo è invece di tipo infiammatorio, graduale,persiste la notte,si calma al mattino e con il movimento, ma permane settimane e mesi.
La chiave di volta a tutelare la salute sta dunque nella diagnosi precoce e l’inizio di uno specifico percorso di cura. Complessivamente, ne sono coinvolte in quest’ultimo caso un milione di persone. Tre importanti malattie che hanno un denominatore comune,il tumor necrosis factor,scatenante il processo infiammatorio.
La novità terapeutica è il golimumab,un anticorpo monoclonale totalmente umano,ottenuto cioè con tecniche capaci di produrre nell’animale anticorpi identici a quelli umani. E’ quanto emerso a Roma in un incontro stampa promosso da Schering Plough , cui hanno partecipato i proff. Giovanni Minisola di Roma, Giovanni Lapadula di Bari ed Ignazio Olivieri della Regione Basilicata.
Oltre ad efficacia e sicurezza, c’è la facilità di somministrazione una sola volta al mese per via sottocutanea e l’utilizzo di un iniettore predosato appositamente studiato per favorirne l’uso in pazienti con compromissione articolare. E’ comunque una molecola da scegliersi a giudizio medico caso per caso e solo dopo il fallimento delle terapie tradizionali. Facilita inoltre la prosecuzione delle cure, limitando l’abbandono del piano terapeutico.
Le conseguenze delle malattie reumatiche – si è inoltre precisato – sono l’abbandono del posto di lavoro entro dieci anni dall’esordio della malattia,dolore costante,stanchezza,rigidità articolare. L’uso infine di farmaci semplici e maneggevoli aiuta a far pesare meno l paziente la sua difficoltosa gestione ed a farlo sentire meno dipendente.
GIAN UGO BERTI

(riproduzione vietata)

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