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4 mag 2010



 

Novità da uno studio dell' università di Pisa ( prof. Mario Marzilli)


 

INFARTO: PRIMA CAUSA E' LO SPASMO VASCOLARE


 

In seconda battuta c'è la formazione della placca di colesterolo

Prmiato dalla Società Americana di Cardiologia


 

PISA - E' soprattutto uno spasmo,cioè una forte contrazione dell'arteria coronaria, a provocare l'infarto cardiaco. Il ruolo invece della famosa placca aterosclrotica,legata all'accumulo di colesterolo e ad altri grassi, perde l'importanza avuta fin'ora,mantenendo comunque alto il livello di guardia nei suoi confronti. E' l' innovativa prospettiva che emerge da uno studio presentato al congresso della Società Americana di Cardiologia dal gruppo di studio dell'Università di Pisa,coordinato dal prof. Mario Marzilli.


 

Un'ottica dunque nuova verso una malattia in fase di costante crescita, che coinvolge circa 150 mila persone all'anno in Italia ( metà non giunge viva in ospedale). "Si tratta di una situazione ancora in evoluzione – precisa Marzilli – perché i dati attuali non sono assoluti. La placca,infatti,manca completamente nel 15% dei casi,mentre è sempre più frequente trovare situazioni d'ischemia acuta in assenza di placca. Ma anche quando quest'ultima sia presente,i nostri risultati hanno evidenziato il ruolo attivo della vasocostrizione,quale causa precipitante l'evento acuto".


 

E' l'ultimo atto di un fenomeno complesso ed improvviso,non facilmente prevedibile. Un po' come la classica goccia che fa traboccare il vaso. Basta una piccola costrizione per chiuderlo del tutto. "Il tratto interessato è di pochi millimetri soltanto,un po' come una mano aperta – aggiunge Marzilli - che improvvisamente si chiude."


 

"La placca di per sé non è pericolosa,ma importante è la destabilizzazione del paziente nel cui sistema vascolare generale possono innescarsi fenomeni d'infiammazione,d'attivazione delle piastrine,di mobilizzazione dei polimorfonucleati,di liberazione di sostanza vasoattive,etc."


 

Un tassello quindi in più,ma l'importante è prevenire,agendo sui fattori maggiormente modificabili. "In particolare,conclude Marzilli, occorre controllare gli stili di vita. Essenziale è la predisposizione familiare, dunque conoscere la propria storia clinica e quella dei membri del nucleo familiare. No comunque all'abitudine al fumo,ala condizione d'obesità od al soprappeso, controllare il diabete,i livelli di pressione arteriosa,evitare la sedentarietà, facendo ogni giorno – compatibilmente con il quadro generale - circa 20-30 minuti di camminata."


 

GIAN UGO BERTI


 

(riproduzione vietata)

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